CORPI MOBILI VITREALI

Punto di vista del paziente

I corpi mobili vitreali sono corpuscoli, descritti come “macchie”, “mosche”, “filamenti”, “capelli”, “ragnatele”, “vermetti”, che galleggiano nel campo visivo e che si muovono con lo sguardo. Non si riescono a mettere a fuoco e risaltano molto bene sulle pareti bianche o su uno sfondo luminoso, come il cielo d’estate o lo schermo di un computer.

Punto di vista dell’oculista

I corpi mobili vitreali, o “miodesopsie” (dal greco μυιοειδής, «simile a mosca», e ὄψις, «visione»), sono particelle sospese all’interno del corpo vitreo, il gel che riempie il bulbo oculare (Figura 1).

La formazione dei corpi mobili fa parte del normale processo di invecchiamento del corpo vitreo ed è possibile iniziare a percepire le miodesopsie già dalla seconda decade di vita, soprattutto nelle persone miopi o in condizioni di scarsa idratazione dell’organismo, per esempio, d’estate quando si suda molto.

Fig.1
Fig.1

 

 

 

 

 

 

Come si formano i corpi mobili vitreali

Il corpo vitreo è costituito da acqua (per il 98–99.7%), acido ialuronico, collagene, glucosio e ioni, ed è adeso alla retina (il tessuto cerebrale che riveste internamente la parete dell’occhio). Con l’età e/o con la disidratazione, la componente d’acqua del vitreo può separarsi dalle altre componenti. Tale processo determina, da una parte, la formazione di sacche di fluido (Figura 2A), che vengono percepite come “macchiette” o “moschine” fluttuanti (Figura 2B), dall’altra, la formazione di addensamenti solidi percepiti come “filamenti”, “capelli” o “ragnatele” (Figura 2C).

Fig.2

Cosa significa quando le miodesopsie compaiono all’improvviso insieme a dei flash di luce?

Le sacche di fluido possono negli anni confluire (Figura 3A), fino a determinare, in maniera improvvisa, il distacco del vitreo dalla retina, anche detto “distacco posteriore del vitreo” (Figura 3B). Il vitreo che si stacca dalla retina può essere assimilato ad una carta da parati (vitreo) che si scolla dall’intonaco (retina) delle pareti di una stanza (bulbo oculare).

Fig.3A e 3B

Tale processo è molto frequente nella popolazione di età compresa fra i 50 ed i 70 anni ed è un evento benigno, in quanto, nella maggior parte dei casi, non determina complicanze che richiedano un intervento sull’occhio. Il distacco posteriore del vitreo si manifesta spesso con la comparsa improvvisa o con l’aumento dei corpi mobili vitreali che possono essere molto fastidiosi ed interferire con la visione. Il più delle volte, però, il cervello impara con il tempo ad ignorarne la presenza. Il vitreo, staccandosi dalla retina, può esercitare su quest’ultima una trazione che si manifesta con una scarica di lampi di luce, detti “fotopsie”, nel campo visivo laterale.

Possibili complicanze

In una limitata porzione di casi, durante il distacco del vitreo, la retina può essere strappata, con la formazione di rotture retiniche. L’acqua presente nel vitreo può infiltrarsi all’interno della rottura creatasi e sollevare la retina. Il processo di separazione della retina dal tessuto sottostante prende il nome di “distacco di retina”, evento grave e potenzialmente minaccioso per la visione.

Come comportarsi

In caso di aumento improvviso dei corpi mobili vitreali e/o di comparsa di flash luminosi è necessario recarsi tempestivamente a visita oculistica per indagare l’eventuale formazione di rotture sulla retina, nel qual caso l’oculista effettuerà immediatamente un trattamento laser allo scopo di prevenire il distacco della retina.

Fattori di rischio del distacco posteriore di vitreo
Età (> 50 anni)
Miopia (soprattutto se superiore a -6.00 D)
Traumi al bulbo oculare
Infiammazione intraoculare
Chirurgia della cataratta
Diabete
Familiarità

Per riassumere…

– Percezione di mosche volanti nel campo visivo = Presenza di particelle sospese all’interno del gel (corpo vitreo) che riempie il bulbo oculare.

   – Il vitreo è normalmente attaccato alla retina. Dai 50 anni in poi, il vitreo può staccarsi dalla retina, determinando la comparsa o l’aumento dei corpi mobili vitreali.

  – Cosa fare? Recarsi tempestivamente dall’oculista. Nel caso si siano prodotte delle rotture sulla retina, l’oculista effettuerà un trattamento laser di sicurezza.

 

Articolo a cura di M.G. Cozzupoli

Fonte immagini: “Adult vitreous structure and postnatal change”. Eye 22, 1214–1222 (2008).