Pucker

Pucker Maculare cos’è: sintomi, diagnosi e trattamento

Il pucker maculare noto anche come membrana epiretinica maculare è una condizione specifica relativamente frequente che colpisce persone in età adulta. Seppur le cause della sua insorgenza siano poco chiare, nella maggior parte dei casi la malattia è spontanea. In alcuni casi il pucker segue un altro processo patologico oculare come il distacco di retina o la retinopatia diabetica: si parla allora di pucker secondario.

Il termine pucker deriva dall’inglese e significa “raggrinzimento”.

In effetti, il pucker maculare è un raggrinzimento della retina nella parte centrale e più nobile, la macula, determinato da una sottile membrana fibrosa che si forma sulla sua superficie. Questo raggrinzimento provoca una trazione innaturale della retina e si verifica soprattutto in età avanzata. Nella maggior parte dei casi la membrana che si forma è abbastanza trasparente e non produce gravi difetti visivi.

Tuttavia, in taluni casi si può formare una membrana opaca e spessa sulla macula che produce difetti visivi importanti in quanto altera la circolazione interna della retina e introduce una deformazione della retina stessa.

Sintomi del pucker maculare

Il pucker maculare è una delle malattie retiniche più comuni e può compromettere in maniera significativa la qualità della visione. A volte la membrana epiretinica può insorgere senza sintomi evidenti. Tuttavia, quando si manifestano i più comuni includono:

  • visione distorta
  • visione annebbiata, soprattutto nella lettura
  • difficoltà di messa a fuoco (metamorfopsia)
  • raramente, visione doppia monoculare
Quando il tessuto retinico entra in sofferenza a causa della deformazione provocata dalla trazione della membrana il calo visivo diventa più marcato e può esitare in grave declino della vista se non si interviene tempestivamente in maniera chirurgica.

DIAGNOSI

L’oculista è in grado di diagnosticare un pucker maculare già con il semplice esame del fondo oculare nel corso di una visita oculistica convenzionale: nell’immagine qui riportata, la membrana è molto evidente come anche la distorsione dei vasi retinici che hanno un aspetto a zig-zag.

Un ruolo chiave nella diagnostica e nel monitoraggio di questa patologia che interessa la macula è ricoperto dalla diagnostica strumentale che poggia essenzialmente sull’OCT (Tomografia a Coerenza Ottica) che consiste in un esame non invasivo che attraverso un raggio di luce a bassa coerenza ottica fornisce delle immagini ad alta risoluzione di scansioni a strati della macula, della testa del nervo ottico e della cornea. In particolare, nel caso del pucker, mostra la retina di profilo individuando lo stadio di trazione a carico della retina evidenziando il pucker come una riga bianca spessa e molto definita.

Trattamento del pucker maculare

Il pucker maculare può essere asintomatico o poco sintomatico: in questi casi si adotta un approccio conservativo mantenendo un atteggiamento di vigile attesa. Si procede monitorando il paziente ogni 3-4 mesi  attraverso l’OCT  per valutare l’eventuale evoluzione del quadro clinico.

In alcuni casi, i sintomi possono peggiorare e diventare invalidanti. Nei casi più avanzati, come è intuibile, l’unico approccio possibile è la chirurgia. Non esistono farmaci o colliri in grado di controllare l’evolversi del pucker maculare.

La tecnica chirurgica utilizzata è la vitrectomia con rimozione della membrana epiretinica contratta.

L’immagine qui riportata mostra lo stesso caso della figura precedente dopo la rimozione della membrana.

Si tratta di un intervento molto delicato e complesso in quanto comporta un’azione su strutture oculari molto fragili con una disposizione critica ai fini di preservare l’acuità visiva. Per queste ragioni, si ricorre alla vitrectomia solo dopo un’attenta valutazione funzionale e morfologica del paziente che permette al chirurgo di stabilire se il rapporto beneficio/rischio sia vantaggioso.

Da un punto di vista meramente pratico, per contro, l’intervento di vitrectomia per pucker maculare non richiede particolare impegno da parte del paziente: si esegue ambulatorialmente in anestesia locale ed è assolutamente indolore. Il paziente può tornare al proprio domicilio e, nei giorni successivi, svolgere le proprie attività in modo normale.

Prognosi

Come visto sopra, l’intervento di vitrectomia non sempre è indicato e nei casi molto lievi e stabili si può decidere di non operare, oppure in casi estremamente avanzati nei quali il recupero funzionale sarebbe problematico.

Il recupero funzionale dipende molto dallo stato di compromissione della retina prima della chirurgia. Lo scopo principale della chirurgia è quello di stabilizzare la condizione per evitare un ulteriore peggioramento della patologia.

Il recupero post-operatorio richiede settimane o mesi e, come già evidenziato, i risultati possono andare da un miglioramento significativo a risultati minimi a seconda delle condizioni pre-operatorie.

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