Miopia

Cos’è la miopia

Con il termine miopia (dal greco mýops, mýo “chiudersi” e ops “occhio”) si indica un difetto di refrazione che rende sfocata la visione da lontano. Si tratta di uno dei difetti visivi più comuni e fa parte della famiglia delle ametropie insieme ad ipermetropia ed astigmatismo.

È una condizione in cui i raggi luminosi provenienti da oggetti lontani si focalizzano davanti alla retina e non sul piano retinico rendendo sfocata la visione degli oggetti posti in lontananza, mentre nell’occhio normale, emmetrope, i raggi luminosi vengono messi a fuoco sulla retina.

I sintomi più comuni della miopia sono:

  • visione offuscata
  • mal di testa
  • affaticamento visivo
  • necessità di strizzare gli occhi per mettere a fuoco da lontano

La miopia è un difetto visivo sempre più diffuso a livello mondiale. In Italia ne è affetto circa il 25% della popolazione e sicuramente assisteremo ad un incremento esponenziale dei soggetti miopi dovuto al cambiamento delle abitudini di vita.

Non è possibile prevenire la miopia che, per la massima parte, è geneticamente determinata poiché dipende da un eccessivo  “allungamento del bulbo oculare” durante la crescita del bambino.

A questo proposito, molti studi hanno cercato di dimostrare una possibile influenza da parte di fattori esterni, siano essi ambientali, alimentari ovvero comportamentali nella progressione del difetto miopico: su questo si basano, ad esempio, le recenti lenti DIMS (Defocus Incorporated Multiple Segments) che sarebbero in grado di rallentare l’avanzamento della miopia nei bambini.

Si tratta di un argomento discusso, che affronteremo in una pagina dedicata.

Correzione della Miopia

La miopia rappresenta una delle alterazioni dell’occhio più comuni che colpisce la maggior parte delle persone e si traduce nella difficoltà di mettere a fuoco gli oggetti lontani. Per questa ragione le persone miopi hanno la necessità di strizzare gli occhi per avere una visione più nitida. Vi sono numerosi metodi per correggere la miopia: occhiali, lenti a contatto, interventi chirurgici, metodiche alternative: tutti aspetti molto importanti poiché coinvolgono la qualità della vita lavorativa e di relazione.

Forme di Miopia

Come abbiamo visto, la miopia è l’espressione di un allungamento del bulbo oculare: si stima, in proposito, che ogni millimetro di allungamento corrisponda a circa 3 diottrie di miopia. Lo sfocamento delle immagini da lontano è solo una delle conseguenze di questo allungamento: il problema principale è che i tessuti oculari sono sottoposti ad una sorta di ‘stretching’ e possono risultarne indeboliti, con particolare riferimento al segmento posteriore dell’occhio, ove si trovano la retina e la coroide (la membrana vascolare). Infatti, i vari tipi di miopia si classificano in base a gravità, cause ed età di insorgenza:

  • Miopia lieve fino a 3 diottrie
  • Miopia moderata fino a 6 diottrie
  • Miopia elevata o grave superiore alle 6 diottrie
Le prime due rappresentano (quasi sempre) un semplice difetto refrattivo che si può correggere con occhiali, lenti a contatto o, ove possibile, con un intervento di chirurgia refrattiva. La miopia elevata, invece, può rappresentare una vera e propria patologia oculare.

Miopia elevata: fattori di rischio

Qui interessa ricordare che la miopia, specialmente quella elevata, è una condizione in cui il bulbo oculare si presenta allungato (anziché sferico). Questo abnorme allungamento dà luogo a numerosi fattori di rischio:

  • la retina, che tappezza l’interno dell’occhio, deve coprire uno spazio maggiore e diventa più sottile; si possono formare delle ‘smagliature’ (le cosiddette aree degenerative) e dei fori;
  • la coroide, anch’essa assottigliata, non riesce a svolgere correttamente la propria funzione nutritiva;
  • il vitreo, non essendo elastico, non può compensare l’aumento di volume e tende a rompersi ovvero a distaccarsi dalla pareti oculari.

Queste immagini evidenziano livelli crescenti di miopia e le progressive alterazioni del fondo oculare: rarefazione del tessuto retinico, aree atrofiche (chiare) e cicatriziali (scure).

Senza entrare eccessivamente in dettaglio, per queste ed altre ragioni, molte malattie oculari sono più frequenti nell’occhio miope e si presentano con caratteristiche particolari: tra queste il distacco di retina, il foro maculare, il pucker maculare, la degenerazione maculare.

Ne consegue che i miopi, in particolare quelli elevati (sopra le 8-10 diottrie), dovrebbero sottoporsi a controlli più frequenti ed approfonditi della propria condizione. Ciò vale soprattutto in occasione di eventi eccezionali (ad esempio traumi, diretti o indiretti) o in presenza di sintomi nuovi e sconosciuti.

FAQ SULLA MIOPIA

La risposta è un po’ complicata. Non esistendo un “gene” per la miopia, non è possibile affermare che vi sia ereditarietà in senso stretto. D’altra parte, è molto frequente osservare, nella pratica clinica, casi di evidente familiarità (ad esempio, figli miopi di genitori miopi). Tecnicamente parlando, la miopia ha una origine multifattoriale e la sua comparsa in una data persona, come anche la sua entità, sono influenzate per l’appunto dalla combinazione di numerosi fattori, molti dei quali ereditari.

Ci sono diverse filosofie di pensiero a riguardo. Riteniamo che la prescrizione di integratori sia da riservare ai pazienti che hanno difficoltà ad alimentarsi ovvero ad assorbire le vitamine ed i principi attivi contenuti nel cibo. In tutti gli altri casi, una alimentazione variata è più che sufficiente a soddisfare i fabbisogni dietetici dell’organismo.

In pratica, la risposta è quella della domanda precedente. Tuttavia, vale la pena aggiungere che per molti integratori alimentari in commercio non è mai stato dimostrato scientificamente  un reale ruolo di prevenzione o di aiuto nei confronti di malattie retiniche. Gli antocianosidi del mirtillo (si chiamano così) appartengono a questa categoria.

No, se si ha l’accortezza di rispettare alcune regole fondamentali che i chirurghi preparati conoscono. Gli incidenti e le insoddisfazioni derivano sempre da interventi male progettati o troppo spinti.

Dipende dal tipo di lentina intraoculare. Le lentine usate a questo scopo sono dette lentine fachiche, poichè non prevedono l’asportazione del cristallino naturale (“faco“) con il vantaggio di lasciare inalterata l’accomodazione. Quelle da camera anteriore possono provocare lesioni corneali, quelle da camera posteriore possono indurre disturbi della pressione oculare e cataratta.

In pratica si tratta dell’intervento di cataratta, eseguito in assenza di cataratta con la sostituzione del cristallino trasparente.

Le statistiche indicano che questo intervento può condizionare un incremento nel rischio di alcune patologie della retina negli anni successivi. Pertanto, se questo intervento è l’unica soluzione per la correzione della miopia, è necessario un attento esame dell’occhio da parte dello specialista per escludere altri eventuali fattori predisponenti.

È una libera scelta. Se la miopia è lieve, simmetrica nei due occhi e non vi è molto astigmatismo si può decidere di portare gli occhiali solo quando le condizioni visive lo richiedono: ad esempio, durante la guida o guardando la televisione.

No, si tratta di due cose assolutamente indipendenti.

No, vale quanto detto per gli occhiali. Tuttavia le lenti a contatto offrono di solito una qualità visiva migliore rispetto agli occhiali.

L’ortocheratologia lavora mediante l’applicazione di particolari lenti a contatto durante le ore notturne. Queste inducono una leggera deformazione corneale che si mantiene anche di giorno, correggendo in parte alcune diottrie di miopia. I risultati sono molto variabili (anche nel corso della stessa giornata) e dipendono da caso a caso. I costi dei vari programmi sono molto elevati.

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