Ipermetropia

L'ipermetropia è un difetto visivo che fa parte delle ametropie insieme a miopia e astigmatismo. E' un difetto comune che si manifesta principalmente con l'avanzare dell'età. Il termine ipermetropia viene dal greco ὑπέρμετρος “eccessivo” composto da “hyper” (oltre, eccessivo) e “métra” (misura) ed indica un difetto di refrazione che a causa della brevità del bulbo oculare (più corto del normale) o una scarsa curvatura corneale o del cristallino rende l'immagine degli oggetti vicini sfocata.

Cos'è l'ipermetropia?

L’ipermetropia è un difetto di refrazione a causa del quale la vista degli oggetti vicini risulta sfocata rispetto a quelli lontani: è in sostanza il contrario della miopia, che comporta sintomi opposti.

Finché si è giovani, l’ipermetropia lieve consente di vedere nitidamente anche gli oggetti lontani: ossia, l’occhio riesce a compensare il proprio difetto visivo modificando il potere di refrazione e dunque è in grado di mettere a fuoco oggetti posti a diverse distanze.

Questo meccanismo si chiama accomodazione e viene stimolato dallo sfocamento delle immagini il quale determina la miosi, la convergenza e la contrazione del muscolo ciliare.

Con il passare degli anni e la perdita di elasticità del cristallino, il paziente ha la sensazione di un peggioramento progressivo della vista ma, in realtà, è solo l’accomodazione che viene meno rendendo necessario l’utilizzo di lenti.

Cause e sintomi dell’ipermetropia

L’ipermetropia è spesso una condizione ereditaria: se uno o entrambi i genitori sono ipermetropi è più probabile che i figli nascano con questo difetto visivo ma, come abbiamo detto, grazie all’accomodazione riescono a compensarlo.

L’ipermetropia dipende principalmente dal bulbo più corto del normale, un cristallino mal formato o da una curvatura corneale insufficiente.

Se in giovane età i sintomi sono assenti grazie all’accomodazione, dopo i 40 anni iniziano a manifestarsi. Tutto ciò che richiede una messa a fuoco da vicino diventa difficoltoso sottoponendo il muscolo ciliare ad uno stress continuo: leggere un libro, lavorare davanti ad un computer, svolgere attività manuali.

Col tempo questo stress continuo a cui è sottoposto l’occhio può portare:

  • lacrimazione continua
  • occhi rossi
  • mal di testa
  • ipersensibilità alla luce.

Una leggera ipermetropia è considerata fisiologica nei bambini, perché il bulbo oculare è più piccolo del normale; l’ipermetropia fisiologica tende a scomparire con la crescita e normalmente non necessita di correzione con occhiali. Esistono tuttavia dei casi in cui la correzione dell’ipermetropia infantile è indispensabile:

  • quando il livello di ipermetropia è differente nei due occhi, poiché tende a svilupparsi nell’occhio peggiore un certo grado di ambliopia (il cosiddetto occhio pigro) ovvero la tendenza ad un disallineamento dei due occhi (strabismo);
  • quando il livello di ipermetropia è elevato (al di sopra delle 3 diottrie), poiché lo stress dell’accomodazione può portare sintomi analoghi a quelli dell’adulto;
  • quando all’ipermetropia si associa un certo grado di astigmatismo
  • quando è presente uno strabismo, in particolare se convergente: si comprende qui come strabismo ed ipermetropia nel bambino siano strettamente legati.

Diagnosi e trattamenti

La diagnosi dell’ipermetropia si effettua attraverso una visita oculistica con test di refrazione in ciclopegia: il test si effettua con colliri che bloccano la messa a fuoco (accomodazione) e dilatano la pupilla. In questo modo l’oculista è in grado di misurare il difetto visivo in modo preciso senza che sia falsato dall’accomodazione specialmente in bambini e in giovani adulti.

Il primo step per la correzione dell’ipermetropia è con occhiali o lenti a contatto che aiutano il paziente a mettere a fuoco gli oggetti vicini.

Se il paziente desidera eliminare permanentemente il difetto ciò può essere fattibile a patto che la condizione sia stabile e solo dopo una visita specialistica che attesti l’idoneità all’intervento.

I pazienti che possono sottoporsi a chirurgia refrattiva sono pazienti relativamente giovani, con condizione stabile e con ipermetropia lieve o moderata. La tecnica indicata è la femtoLASIK o i-lasik che consente di correggere la curvatura della cornea per ottimizzare la messa a fuoco. E’ necessario tuttavia sottolineare come la correzione ipermetropica mediante laser sia soggetta a numerose limitazioni, a differenza di quanto accade nella miopia, e presenti una forte tendenza alla regressione nel tempo.

In alcuni casi si può valutare l’impianto di lenti intraoculari in camera posteriore; la limitazione in questo caso è rappresentata dagli spazi interni, che nell’occhio ipermetrope sono spesso esegui (ricordiamo che in genere l’occhio ipermetrope è più corto della norma).

In pazienti al di sopra di una certa età (40-45 anni) si può valutare un intervento faco-refrattivo con impianto di lenti intraoculari. In pratica, si utilizza la tecnica dell’intervento per cataratta per asportare il cristallino e creare così lo spazio per impiantare una lente intraoculare che corregge il difetto ipermetropico. L’eventuale presenza della cataratta rende la chirurgia faco-refrattiva la soluzione di prima scelta. La chirurgia faco-refrattiva consente di correggere anche ipermetropie di elevata entità.

Lo svantaggio è rappresentato, nei pazienti giovani, dalla perdita dell’accomodazione poiché la lente impiantata non è elastica come il cristallino originale.

Per ridurre il problema della visione a diverse distanze si stanno diffondendo sempre di più le IOL multifocali in grado, appunto, di mettere a fuoco oggetti a diverse distanze. Tuttavia, non tutti i pazienti sono in grado di accettare una IOL multifocale. Esistono diversi criteri di esclusione, clinici e psicologici (ad esempio ansia, eccessive aspettative). Con le IOL multifocali la visione da lontano è solitamente eccellente; la visione per vicino può essere problematica: alcuni pazienti, in particolare, non riescono a “trovare” il secondo fuoco per molto tempo (anche qualche mese).

Da quanto sopra, emerge l’importanza di un colloquio con il paziente e di un attento esame delle condizioni oculari, prima di proporre una IOL multifocale.

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