Chirurgia refrattiva

Chirurgia refrattiva: una risposta alle nuove esigenze della visione

chirurgia refrattiva

Che cos’è la chirurgia refrattiva?

La chirurgia refrattiva è una branca dell’oftalmologia che si occupa della correzione dei difetti visivi: miopia, ipermetropia, astigmatismo e presbiopia. Nel corso degli ultimi decenni il suo aspetto ha subito profondi cambiamenti, trasformandosi da procedura chirurgica di élite, pertanto riservata a pochi casi o pazienti, ad una soluzione terapeutica più diffusa, sicura e personalizzabile.

Tutto questo nasce come risposta alla necessità di rimanere al passo con le esigenze di vita e, di conseguenza, dei bisogni visivi della popolazione contemporanea che mutano costantemente.

Difatti i ritmi di vita e lavorativi sono sempre più frenetici, da qui nasce il bisogno di attuare soluzioni pratiche, efficaci, ed adattabili al quotidiano.

In questa prospettiva l’obiettivo della chirurgia refrattiva non è semplicemente ridurre o eliminare la dipendenza da occhiali o lenti a contatto, ma migliorare la qualità della vita, favorendo una maggiore libertà e comfort nelle attività quotidiane, di studio, sportive e professionali.

DIFETTI COMUNI

I difetti refrattivi più comuni sono: miopia, astigmatismo e ipermetropia che possono occorrere anche insieme. Oggi, grazie alle nuove tecnologie laser, questi difetti possono essere corretti intervenendo sul cristallino e sulla cornea riducendo lo spessore in alcune zone. Nel caso della miopia si interviene nella parte centrale della cornea; mentre, nel caso dell’astigmatismo si asseconda la parte allungata della cornea e infine nel caso dell’ipermetropia si agisce sulle zone periferiche.

Chirurgia refrattiva

METODI

Grazie al continuo progresso in ambito scientifico-tecnologico, oggigiorno gli specialistii oftalmologi godono di una vasta gamma di soluzioni chirurgiche refrattive tra cui scegliere a seconda del caso da affrontare:

  • Chirurgia refrattiva laser
  • Chirurgia refrattiva impianto IOL fachica

Entrambe le procedure rispondono alla medesima necessità di correzione dei difetti refrattivi, seppur con l’attuazione di procedure e metodiche differenti.

In linea generale, possiamo affermare che, in presenza di strutture oculari anatomicamente e fisiologicamente sane, la chirurgia laser rappresenta la tecnica di elezione per la correzione dei difetti visivi di entità moderata e media; accanto ad essa si colloca la chirurgia con impianto di lente fachica, per accogliere tutti quei casi di difetti visivi elevati o in cui la morfologia della cornea risulta dubbia o sospetta per procedere al trattamento in chirurgia laser.

Ambedue le procedure chirurgiche sono oggi da considerarsi sicure e performanti a pari merito.

La visita pre operatoria

Alla base di qualsiasi percorso chirurgico non si può prescindere da un’accurata visita pre operatoria, in cui valutare attentamente gli aspetti refrattivi, l’integrità anatomica e funzionale delle strutture oculari e, cosa di non minor rilievo, la necessità prima del paziente. 

E’ sempre bene, infatti, non trascurare questo aspetto affinché lo specialista possa illustrare in maniera chiara al paziente i traguardi concretamente attuabili con il percorso chirurgico e quali invece sono da considerarsi delle aspettative irraggiungibili. 

Le domande più frequenti dei nostri pazienti sulla chirurgia refrattiva

Con la chirurgia refrattiva si può correggere la grande maggioranza dei difetti visivi di refrazione.

Le tecniche utilizzabili sono molteplici:

  • la chirurgia refrattiva laser è una tecnica di superficie che viene effettuata esternamente al bulbo oculare sulla parte più superficiale, la cornea;
  • le lentine intraoculari fachiche vengono inserite in uno spazio presente all’interno del bulbo oculare, la camera posteriore;
  • le lentine intraoculari pseudofachiche sostituiscono il cristallino, che viene rimosso.

Grazie alla diverse tecniche, che in alcuni casi possono essere combinate, il trattamento è personalizzato per il singolo paziente per garantire la massima qualità visiva dopo l’intervento.

Grazie alle recenti tecnologie la chirurgia refrattiva è estremamente sicura. ll laser, ad esempio, grazie al suo sistema di “inseguimento” oculare eye tracker  consente di minimizzare il margine di errore e, nei casi di movimenti estremi si blocca autonomamente. Tutto questo garantisce una maggiore sicurezza e tranquillità per il chirurgo e per il paziente. Tuttavia, come ogni procedura chirurgica sussistono dei rischi potenziali ed è per questo motivo che prima dell’intervento è necessario uno screening attento e scrupoloso proprio per evitare complicanze future.

Al fine di garantire un intervento personalizzato il paziente dovrà sottoporsi a visita oculistica per stabilire l’idoneità all’intervento e l’assenza di patologie che potrebbero alterare i risultati se non controindicare l’intervento stesso. Il secondo step consiste in una serie di esami diagnostici quali pachimetria, tomografia, conta endoteliale, pupillometria, aberrometria. Sulla base di questi esami e delle esigenze del paziente vengono stabilite le indicazioni al trattamento refrattivo, per ciò che concerne sia la tecnica da utilizzare che l’entità del trattamento stesso.

Vi sono casi in cui nessuna tecnica laser è applicabile (ad esempio, cornea sottile o sfiancata, difetto troppo elevato) o patologie come glaucoma avanzato. Per i pazienti che presentano difetti visivi di refrazione molto elevati si possono prendere in considerazione altre tecniche.

L’età minima è attorno al 18 anno di età, momento in cui normalmente la vista si stabilizza. Possiamo dire in linea generale che si aspetta che il difetto visivo di refrazione si stabilizzi e questo si può valutare solo eseguendo accurate visite oculistiche.

D’altra parte, non esiste un’età massima. Tuttavia pazienti in età avanzata possono presentare problematiche tali da controindicare l’intervento.

Prima di sottoporsi allo screening pre-intervento, è indispendabile sospendere per almeno 15 giorni l’utilizzo di lenti a contatto. L’uso (ed, a maggior ragione, l’abuso) delle lenti a contatto altera in maniera sostanziale i parametri oculari e potrebbe condizionare una notevole perdita di precisione nel trattamento refrattivo.

I tempi di attesa sono abbastanza brevi. Dopo aver fatto la visita oculistica e avendo rispettato i 15 giorni senza lenti a contatto si accede al pre-operatorio. Una volta che il paziente è risultato idoneo si concorda la data in base alle proprie esigenze e a quelle del medico. Vi sono sedute di chirurgia refrattiva laser ogni settimana.

Nel caso delle lentine intraoculari fachiche, l’attesa è maggiore poiché le lentine stesse vengono costruite da aziende specializzate appositamente per ciascun occhio; ciò richiede 30-40 giorni dal momento dell’ordine.

GLI INTERVENTI

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PRK - i-Lasik

La PRK (acronimo inglese per Photo Refractive Keratoplasty) consiste nell’asportazione per ablazione delle cellule appena sotto l’epitelio per preparare la cornea all’intervento laser.

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Impianto ICL

Il termine IOL è l’acronimo anglosassone per Intra-Ocular Lens, ovvero lente intra-oculare, una lente che viene posta all’interno dell’occhio.


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Chirurgia faco-refrattiva

Questo intervento consiste nella rimozione dall’occhio del cristallino naturale, anche in assenza di cataratta, e nella sua sostituzione con un cristallino artificiale (IOL).


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