Iniezioni intravitreali-orao studio

Iniezioni intravitreali: cosa sono e a cosa servono

Ad oggi, esistono diversi tipi di farmaci ad uso intravitreale, che possono cioè essere iniettati all’interno dell’occhio ed in particolare all’interno della camera vitrea. Le iniezioni intravitreali sono indicate per alcune patologie della retina (tessuto neuronale che si trova all’interno dell’occhio) e della macula (la porzione centrale della retina). Una goccia di collirio non potrebbe contenere le concentrazioni di farmaco sufficienti a raggiungere la retina così come un farmaco somministrato per via generale arriverebbe solo in minima parte all’interno dell’occhio.

Pertanto, farmaci iniettati direttamente all’interno dell’occhio esplicano la propria  azione in maniera molto più efficace che se fossero somministrati per via topica o per via orale. In questa sezione tratteremo una specifica tipologia di farmaci ad uso intravitreale: gli “anti-VEGF“.

Iniezione intravitreale anti vegf

Cosa vuol dire VEGF?

Il VEGF, acronimo di vascular endothelial growth factor, è un fattore di crescita, ovvero una proteina coinvolta nel processo di angiogenesi che consiste nella formazione di nuovi vasi sanguigni a partire da strutture vascolari già esistenti. Il VEGF viene prodotto dalle cellule che si trovano in uno stato di ipossia, ovvero di deprivazione di ossigeno, con lo scopo di stimolare la formazione di nuovi vasi che possano veicolare ossigeno e nutrimenti laddove ve ne sia carenza.

iniezioni intravitreali e maculopatia

Relazione tra VEGF e le patologie della retina

Alcune patologie della retina sono causate da uno scarso apporto di ossigeno e nutrienti agli strati di cellule neuronali che la compongono. In particolare, la macula è un tessuto ad elevatissimo consumo energetico che soffre subito in condizioni di ipossia. La prima reazione alla mancanza di ossigeno è la produzione di VEGF da parte di alcune specifiche cellule della retina. L’aumento  incontrollato delle concentrazioni di VEGF nella retina determina una crescita anomala di nuovi vasi sanguigni. Tali vasi, detti neovasi, sono più fragili e più permeabili dei normali vasi sanguigni e, di conseguenza, possono causare essudazione o vere e proprie emorragie in un tessuto delicato e prezioso quale è la retina, con conseguente riduzione della vista nella porzione centrale del campo visivo in caso di coinvolgimento della macula.

relazione tra vegf e patologie della retina: macula

Macula con presenza di neovasi

Il pannello superiore mostra una sezione della macula in cui si osserva la presenza di neovasi (freccia gialla) che essudano fluido sotto la retina (asterisco giallo). Nei pannelli in basso le frecce indicano i neovasi anomali sottili ed aggrovigliati visti frontalmente. 

Farmaci anti-VEGF e iniezioni intravitreali

I farmaci anti-VEGF sono deputati ad inibire e contrastare gli effetti del VEGF a livello della retina, nelle patologie in cui questo fattore di crescita, normalmente utile e benefico, viene prodotto in maniera incontrollata.

Le patologie in questione sono:

  1. La degenerazione maculare legata all’età (o senile) essudativa
  2. L’edema maculare diabetico
  3. L’edema maculare secondario alle occlusioni venose
  4. La neovascolarizzazione coroideale secondaria alla miopia elevata
Quali sono i farmaci anti-VEGF?

Esistono diversi tipi di farmaci anti-VEGF attualmente in commercio:

  1. Bevacizumab (Avastin®)
  2. Ranibizumab (Lucentis®): questo farmaco presenta altre due indicazioni oltre a quelle precedentemente elencate, ovvero la retinopatia diabetica proliferante e la retinopatia del prematuro (ROP) in zona I (stadio 1+, 2+, 3 o 3+), zona II, (stadio 3+) o AP-ROP (Aggressive Posterior ROP).
  3. Aflibercept (Eylea®)
  4. Brolucizumab (Beovu®)
  5. Faricimab (approvato da FDA ed EMA per uso intravitreale, ma non ancora in commercio)

Per quanto riguarda la degenerazione maculare legata all’età, gli studi non hanno mostrato differenze significative in termini di efficacia e sicurezza tra Aflibercept, Bevacizumab e Ranibizumab.

Per l’edema maculare diabetico il trattamento con Bevacizumab intravitreale è una valida alternativa a quello con Aflibercept e Ranibizumab. Tuttavia, nei pazienti con bassa acuità visiva (pari a 4/10 o peggiore) il trattamento con Aflibercept appare più efficace in termini di recupero visivo rispetto a Bevacizumab o Ranibizumab a 12 mesi.

Tra i farmaci anti-VEGF disponibili per il trattamento con iniezioni intravitreali dell’AMD, si è aggiunto il Brolucizumab, farmaco che ha dimostrato una sostanziale sovrapponibilità con l’Aflibercept.

Tutti i farmaci anti-VEGF attualmente disponibili in commercio sono quindi efficaci nel trattamento delle patologie discusse e sicuri a livello sistemico.

Articolo a cura di M.G. Cozzupoli

Per conoscere la procedura e come ci si prepara ad un intervento di iniezioni intravitreali e la profilassi da seguire puoi consultare la nostra pagina sulle Iniezioni Intravitreali Con Anti-VEGF nella sezione Specializzazioni.